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foto di Massimo Assenza

Ex distilleria Giuffrida

Situata strategicamente nei pressi della stazione ferroviaria, l’Antica Distilleria Giuffrida ha rappresentato per decenni uno dei poli produttivi più rilevanti della Sicilia sud-orientale. Fondata dai fratelli catanesi Francesco e Pietro Giuffrida, la fabbrica si insediò su un vasto lotto di terreno, potendo contare su una forza lavoro di oltre duecento pozzallesi, garantendo prosperità e sviluppo a intere generazioni. Lo stabilimento era una vera cittadella industriale dedita all’estrazione di alcol dalle carrube, dotata di uffici, magazzini e vasche monumentali, dominata da una torre in cemento che sfida ancora oggi l’usura del tempo. La storia della distilleria si interruppe bruscamente il 21 dicembre 1949: ufficialmente sospesa per una "messa a punto natalizia", la produzione non riprese mai più a causa di una profonda crisi nel commercio dell’alcol, lasciando un vuoto economico e sociale descritto magistralmente dallo storico Paolo Monello. Oggi, l’immobile — acquisito negli anni Ottanta dalla famiglia Spadaro — resta un gigante silenzioso di archeologia industriale, capace di raccontare la vocazione imprenditoriale mediterranea di Pozzallo e il suo ruolo di "Porta" verso mercati internazionali già nella prima metà del Novecento.Rappresentante della ditta era il sig. Alfio Nicolosi. Lo stabilimento smise l'attività il 21 dicembre 1949. "In occasione delle feste natalizie - dissero i due fratelli proprietari - e al fine di procedere ad una messa a punto degli impianti, è necessario sospendere la produzione". "Duecentotrenta operai - scrive Paolo Monello in "La memoria e il futuro" (2006) - rimasero a casa e solo 62 furono trattenuti in servizio. Venti giorni dopo la Camera del lavoro chiese alla direzione dello stabilimento quando fosse prevista l'apertura. Poco convincente la risposta: "Nessuno di noi può stabilirlo con certezza - risposero dagli uffici della Giuffrida - almeno fino a quando durerà la crisi del commercio dell'alcol".
La fabbrica non riaprì più, lasciando senza lavoro tantissimi pozzallesi. Abbandonato per diversi decenni, l'edificio è stato acquistato negli anni Ottanta dai fratelli Spadaro di Ispica, proprietari, ad oggi, dell’antico e vetusto immobile.

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